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Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS
Consiglio Regionale della Lombardia


"Il Cittadino" del 9 Gennaio 2008

«Troppo pochi i semafori per i ciechi»

Secondo il presidente dell'associazione non vedenti gli impianti con il cicalino sono solo il 14 per cento

LODI. Con il verde il cicalino montato in cima alle lanterne emette un suono intermittente; quando scatta il giallo la frequenza si fa più incalzante
fino a che, con il rosso, si zittisce del tutto. Funziona così un semaforo acustico, bussola indispensabile all'orientamento urbano dei pedoni non vedenti, anche di quelli lodigiani. In città, su un totale di ventuno incroci regolati da semaforo, il numero di quelli dotati di segnalatore acustico non è nemmeno la metà: nove secondo il comune, tre secondo Giovanni Vangi, lodigiano non vedente e presidente della sezione locale dell'Unione italiana dei ciechi. «Ho verificato di persona che funzionano solo i semafori in piazza Barzaghi, all'incrocio tra viale Milano e via Cadamosto e a San Grato. Tutti gli altri non sono attivi oppure per farli funzionare è necessario possedere un telecomando, e ciò significa che un cieco residente per esempio a Cremona non potrebbe muoversi liberamente nella nostra città; non si può mica pretendere che abbia il telecomando! Ci sono molti attraversamenti pericolosi a Lodi, soprattutto in prossimità del centro: in questi casi il cane guida non serve a molto, dato che il suo occhio non percepisce i colori, e un non vedente deve regolarsi con i rumori del traffico. Quando non sente macchina attraversa, ma le biciclette? Lo scorso maggio il comune di Lodi si era impegnato in un progetto per eliminare le
barriere architettoniche presenti in città ma alle parole non sono seguiti i fatti». Il progetto a cui accenna Vangi consiste in un monitoraggio condotto, oltre che dal comune, dal Comitato lodigiano per l'abolizione
delle barriere architettoniche (Cleba) e dagli aspiranti geometri dell'istituto Bassi, volto «a portare un contributo importante - spiega l'assessore alle politiche sociali Silvana Cesani - non solo in termini di
individuazione dei problemi, e di programmazione e realizzazione degli interventi necessari per risolverli, ma anche perché instaura una prassi di confronto tra tutti i soggetti interessati». Gli interventi però sembrano
realizzarsi con ritmi lenti se, secondo il censimento del signor Vangi, solo nel 14 per cento degli incroci cittadini è possibile attivare il cicalino senza telecomando. Il decreto del presidente della repubblica del 24 luglio 1996 prevede all'articolo 6 che «gli impianti semaforici, di nuova installazione o di sostituzione, devono essere dotati di avvisatori acustici». A Lodi, quello di più recente installazione è ubicato in piazza Barzaghi, completo di segnalatore acustico come da legge. Nel sito internet di alcune aziende che producono lanterne semaforiche si legge che la loro vita media si aggira attorno ai dieci anni: «Quanto dobbiamo ancora aspettare - si domanda allora il signor Vangi - prima che tutti i semafori di Lodi vengano sostituiti con impianti a norma?».

Silvia Canevara



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