
"La Provincia Pavese" del 13 Maggio 2008
Il progetto dell'Unione Ciechi in sei classi della scuola primaria diventa un film
PAVIA. Una benda sugli occhi e il bastone bianco per cercare, a random, la strada. E poi il percorso in carrozzina, sull'acciottolato sconnesso, scoprendo quanto sia dificile spingere quelle quattro ruote per la città, tra gradini e marciapiedi. L'hanno vissuto come un gioco i bambini di seconda elementare coinvolti nel progetto "Conoscere la disabilità". Un'idea dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti finanziata dall'assessorato ai Servizi Socio educativi della Provincia e dalla Fondazione Comunitaria.
«Un aiuto prezioso che ci permette di proseguire nella campagna di sensibilizzazione nelle scuole - spiega Enrica Bellagente, presidente della sezione Pavese dell'Uici -. Sappiamo quanto sia difficile ormai trovare finanziamenti, il pubblico stringe i cordoni e onlus come la nostra si reggono solo suil no profit. Per questo speriamo che le istituzioni non ci abbandonino». Anche perché il progetto - lo confermano insegnanti e capi di istituto che hanno partecipato - funziona. «I bambini si sono immedesimati nei compagni di classe che non ci vedono o che hanno problemi a camminare - spiegano - sviluppando una maggiore capacità di comprensione». Hanno messo alla prova i 5 sensi, tatto, olfatto, vista, udito e gusto con giochi, esperimenti, laboratori. E hanno realizzato un film (presentato venerdì scorso alla Carducci, il 13 alla De Amicis di Vigevano e il 23 alla Dante di Voghera). A prenderne parte - incentivati dall'Ufficio scolastico provinciale che ha messo a punto anche una guida sui diritti degli studenti disabili - sono stati i bambini di 2ª B e C del primo circolo di Pavia (coordinati dal dirigente scolastico Livia Bertuggia e dall'insegnante Elena Colombi), quelli di 2ª A e B del plesso "Botto" di Vigevano (con gli insegnanti Simonelli, Zamana, Gatti, Fraulini, coordinati da Mimmo Pascarelli) e quelli di 2ª B e C del Provenzal di Voghera (con l'insegnante Cinzia Faravelli, il team di classe e la dirigente Graziella Zelaschi). «I disabili devono essere i primi consulenti - spiega Paolo Colli dell'Uici - Il motto è "Niente senza di noi, niente sopra di noi". E coinvolgere la scuola è importante. Una città a misura di bambino è anche a misura di disabile».
(m.g.p.)
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