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Il Corriere della Sera del 25-01-2018

Astronauta nello spazioInaugura oggi all'Istituto Cavazza la mostra che fa rivivere le «conquiste» degli astronauti.

BOLOGNA. La corsa verso lo spazio è stato uno dei terreni principali in cui si è consumata, con sfide spesso aspre, l'epoca della Guerra fredda tra Usa e Urss. Prima dell'approdo sulla Luna furono proprio i russi, nel 1957, a mandare in orbita il primo satellite artificiale e il primo uomo, Yuri Gagarin nel 1961. Per questo un'esposizione sulla conquista dello spazio propone più di un contatto con la mostra d'arte «Revolutja», in corso al Mambo. A partire da una collezione di libri sovietici sul volo spaziale dagli anni 50 agli anni 80 che documentano la Rivoluzione d'Ottobre trasportata nel cosmo, Lucilla Boschi e Fabio Fornasari hanno costruito il progetto «Sensornaja Revolutija - Rivoluzione sensoriale», che si inaugura oggi alle 17,30 nell'Atelier Museo Tolomeo dell'Istituto dei Ciechi Francesco Cavazza, in via Castiglione 71.

Dove rimarrà sino al 15 marzo, visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18, il sabato dalle 10 alle 12 solo su prenotazione. L'ambiente che è stato costruito si propone di restituire quelle condizioni di privazione sensoriale alle quali è sottoposto un cosmonauta. Proprio l'esperienza di Gagarin, analizzata al suo ritorno sulla terra dallo psicologo Vladimir Lebedev che era già stato il responsabile del suo addestramento, aveva confermato come l'uomo, una volta nello spazio, doveva rivedere completamente il suo modo di percepire la realtà, perché precipitato in una condizione di privazione sensoriale. Un po’ come accade per le metodologie, le tecniche e le tecnologie utilizzate dall'Istituto Cavazza, che permettono anche ai ciechi di muoversi, conoscere e abitare il mondo. Una perenne rivoluzione sensoriale, conquistata passo dopo passo, che ha cambiato e continua a cambiare la vita di migliaia di disabili visivi. L'esposizione del Cavazza consentirà anche di riscoprire personaggi straordinari, come il padre dell'astronautica moderna Konstantin Tsiolkovsky. Figlio di un immigrato polacco in Russia, quinto di diciotto fratelli e quasi sordo, lo scienziato, a cui si devono anche vari romanzi di fantascienza, studiò a casa da autodidatta matematica, chimica e astronomia, ispirato dai libri di Jules Verne. Accanto a quelle che possono sembrare solo fantasie, Tsiolkovsky studiò e propose soluzioni, già a fine 800, per gran parte di quei sistemi che, ora, appartengono al normale patrimonio del volo spaziale. Come le camere di compensazione, le pareti doppie per proteggersi da meteoriti, le camere di combustione, i razzi multistadio e le stazioni spaziali. (P.D.D.)

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A cura di Massimiliano Penna

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