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Il Fatto Quotidiano del 27-12-2018

La portavoce del Forum Terzo settore contro il taglio delle agevolazioni: "Non è solo un irragionevole inasprimento fiscale che raddoppierebbe i costi, ma tocca anche la visione del bene comune".
L’Ires raddoppia e passa dal 12 al 24 per cento per il settore no profit. Parliamo di enti non commerciali come gli istituti di assistenza sociale, enti ospedalieri o associazioni senza scopo di lucro. Tutto scritto nel maxiemendamento passato al Senato e che nelle prossime ore avrà il via libera definitivo dopo il passaggio alla Camera. Ma se il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato che la norma va rivista e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha specificato che sarà ricalibrata in un altro provvedimento a gennaio, il no profit italiano è sul piede di guerra perché, come spiega la portavoce del Forum Terzo settore al fattoquotidiano.it Claudia Fiaschi, questa norma “equipara enti, da decenni considerati meritevoli di agevolazioni fiscali per le loro attività per le fasce più disagiate della popolazione, alle imprese che fanno lucro“.
Che cosa significa confermare lo stop delle agevolazioni Ires?
Questo provvedimento non porta solo a un irragionevole inasprimento fiscale, ma tocca anche la nostra visione del bene comune. Non c’è più alcuna differenza tra perseguire un interesse egoistico – spesso additato come fonte delle tante diseguaglianze del nostro Paese, e non solo – al posto dell’interesse generale. In definitiva viene messo in discussione l’articolo 2 della Costituzione e la recente normativa sul Terzo settore.
A quanto corrisponde il gettito fiscale con l’entrata in vigore della norma?
Stiamo parlando di 118 milioni per il 2019 e di 158 milioni dal 2020 in avanti, come scritto nella relazione tecnica della manovra. Il taglio delle agevolazioni, peraltro, si inserisce in un momento delicato di transizione tra la vecchia e la nuova normativa. Il decreto legislativo 117 del 2017 con il Codice del Terzo Settore aveva già previsto la esclusione degli enti del terzo settore dalla agevolazione Ires ma solo a partire dall’entrata in vigore del nuovo quadro fiscale (ora in attesa di autorizzazione dal parte dell’Unione Europea) che prevede diverse modalità agevolative, così da non comportare squilibri nella vita degli enti.
Chi viene penalizzato?
Tutte le categorie elencate nel testo, senza distinzione. Enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza, ma anche istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali. E pure istituti autonomi per le case popolari.

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A cura di Massimiliano Penna

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