Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS
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Il Corriere della Sera del 19-01-2019

MILANO. Piastrelle-scultura «escono» dal muro e diventano appigli. Pannelli decorativi che celano dei maniglioni. Ripiani movibili da gestire a piacere come comodini. Sono oggetti di design, per cui con una forma assolvono a una funzione. Sembrerebbe niente di nuovo. Invece la novità c'è, perché questi arredi nascono tutti per un'ulteriore necessità: rendere una camera di hotel pratica e piacevole anche ai viaggiatori con disabilità. L'idea si gioca proprio sulla parola «anche», perché l'avvio del progetto Hoteling for All, diventato l'anno scorso la tesi finale di tre corsi di design dello IED di Milano, è aggiungere agli arredi funzionalità dedicate ma senza invadenza. Anzi, arricchendole di un valore pratico ed estetico, che tutti i viaggiatori possano apprezzare pariteticamente.

«Tutto è nato da una riflessione nel dopo Expo, condivisa con il Comune di Milano e con Federlegno, sulla constatazione dell'alto numero dei viaggiatori con disabilità. A cui si aggiunge una presenza sempre più ampia di anziani negli hotel. Da qui l'idea di sviluppare degli arredi di supporto ben integrabili in questo contesto. Rendendoli semplici e belli, per far capire come il "design for all" possa rappresentare anche un'opportunità», racconta Attila Veress, docente dei corsi di interior e product design, uno dei due relatori del progetto.

L'indagine preliminare avviene sul campo: «Presso lo sportello di turismo accessibile dell'ospedale di Niguarda di Milano, all'Istituto dei Ciechi, in varie associazioni, mettendo a confronto esperienze di persone di più fasce d'età e verificandole negli hotel: serviva capire quali fossero i bisogni e come vengono presi in considerazione». Nove mesi di lavoro e il risultato è una serie di prototipi di arredi, trasversali nell'uso, facili da installare senza alcuna ristrutturazione: «La camera per esempio si può ripensare attraverso pannelli imbottiti e rivestiti in tessuto attrezzati con mensole e grucce, al posto dell'armadio. Mentre nella testiera del letto sono integrabili due piani di appoggio-comodino reclinabili, da usare se e quando serve», spiega Veress. Stessa logica nel bagno, con oggetti di servizio «nascosti»: «Maniglie di sicurezza invisibili dietro pannelli personalizzabili, sgabelli da doccia pieghevoli e fissabili a ventosa. Ma anche maniglie a gancio che diventano rivestimento delle pareti».

Una riflessione va anche alla tecnologia «amica», con una app informativa («Di supporto nelle prenotazioni, per conoscere gli ausili dedicati presenti in hotel») e a una serie di comandi vocali e tattili che accolgono in camera e permettono di governarla.

Successo tra gli studenti e all'esterno, alcuni progetti già allo studio di fattibilità presso aziende, e quest'anno si replica: «Ci concentreremo solo sul bagno: rubinetti, complementi e accessori», dice Veress, con il volano di una mostra in aprile al Fuori Salone: «Per mostrare quanto a un mobile serva poco di più per diventare davvero per tutti».

di Silvia Nani

Amici di Penna

penna stilograficaArticoli, interviste e servizi apparsi sui media che trattano i temi della disabilità visiva.
A cura di Massimiliano Penna

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