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Come sappiamo, la pandemia non ha risparmiato niente e nessuno, a prescindere dalla condizione sociale, professionale o sanitaria. In questo contesto, è stata la tecnologia a svolgere un ruolo importante di supporto. Molti over 60 affermano infatti che la tecnologia è servita per rimanere in contatto con la famiglia e gli amici, mentre i genitori con figli in home schooling hanno chi più chi meno, apprezzato il supporto offerto dalla tecnologia per le lezioni a distanza.

Più in generale, la tecnologia a molti ha permesso di lavorare durante la pandemia.

Ma cosa è significata per la comunità delle persone con disabilità visiva lombarda?

Lo scoppio del Covid-19, ha messo in crisi quelli che sono i pilastri portanti: aspetti sociali e relazionali, professionali, formativi e sanitari.

Se già la disabilità si porta dietro gli strascichi di una condizione limitante, in un contesto difficile ed estremo come quello vissuto durante la pandemia, questa (impreparata come tutti) ha visto ridurre al minimo gli investimenti in formazione e informazione e le occasioni socio-relazionali che se per molti erano la normalità per altri rappresentavano il traguardo di un percorso alla conquista della maggior autonomia possibile.

La tecnologia in questo sofferto periodo ha rivoluzionato un po’ l’esistenza di tutti: pensiamo a quanto sia stata preziosa la connessione internet per poter lavorare da casa, per contattare i nostri amici e familiari, vederli addirittura, attraverso le videochiamate whatsapp o skype. Pensiamo alle riunioni di lavoro a distanza e in streaming, alle ricette inviate dal medico di base al paziente via email, alla spesa effettuata direttamente dal proprio telefono cellulare. E tantissimi altri esempi ancora potremmo fare. Insomma la tecnologia in questo momento di crisi ci ha permesso di accorciare le distanze fisiche, consentendoci di superare il limite spazio-temporale.

Proprio questo limite nella quotidianità rappresenta, per la persona con disabilità visiva, il maggior ostacolo e la pandemia lo ha indotto a sperimentarsi in metodologie comunicative e relazionali diverse. Ecco quindi che intendiamo prendere quello che di buono è stato fatto in un periodo di crisi per sperimentarlo e metterlo ora a regime anche in contesti usuali.

Il primo passo è migliorare le competenze dei nostri operatori e volontari che a livello territoriale hanno rapporti con l’utente finale, affinchè siano in grado per primi di ben utilizzare le tecnologie per poi realizzare una sistematica promozione dei nuovi servizi, possibilità e opportunità on line offerte all’utenza non vedente.

Un ulteriore passo sarà realizzare degli OPEN DAY a livello territoriale con l’obbiettivo di intercettare quegli utenti sul territorio che, seppur impreparati e con poche competenze o abilità tecnologiche, sono tuttavia interessati a sviluppare le loro conoscenze e a provare nuovi strumenti. Gli Enti partner rimarranno sempre a disposizione di ogni utente offrendo supporto e consulenze.

A seguire l’impegno sarà rivolto a mettere in rete le migliori offerte a livello territoriale, il che non può prescindere da una capillare campagna informativa per diffondere e comunicare le nostre proposte.

Tutto ciò è realizzabile solo grazie al contributo di Regione Lombardia, che permetterà di uniformare competenze, strumentazioni, opportunità, modalità di erogazione di servizi e realizzazione di attività a favore dei cittadini lombardi con disabilità visiva.

Ulteriori risorse saranno recuperate attraverso iniziative di raccolta fondi quali concerti e spettacoli di beneficenza organizzati sul territorio attraverso gli enti del partenariato, attraverso il lavoro volontario e le risorse interne.

CONTESTO GEOGRAFICO TERRITORIALE

La rete dei soggetti coinvolti nel partenariato, consente di sviluppare le azioni sull'intero territorio regionale (nel caso della provincia di Mantova, l'ente di riferimento è solo associato al progetto in quanto già impegnato all'interno di un altro partenariato).

PROGETTO DEL 31 LUGLIO 2020

DOCUMENTO RIASSUNTIVO

 

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