COORDINAMENTO ITALIANO INSEGNANTI DI SOSTEGNO. Attività individualizzate, programmazione, divisione della classe, vigilanza dei genitori: sono alcune delle strategie per garantire, al tempo stesso, sicurezza e inclusione, così da poter superare definitivamente l'idea dell'alunno disabile fuori dalla classe e dell'insegnante di sostegno "personale".
«A 65 anni la persona con disabilità, agli occhi del nostro ordinamento e del sistema di welfare, cessa di essere considerata tale e diventa anziana non autosufficiente. Le conseguenze di questo automatismo, a partire dall’interruzione del progetto individuale di vita, non solo sono ingiustificate, ma anche illegittime»: è questa la conclusione dell’approfondita analisi di Giulia Bassi sulla disabilità “che diventa anziana”, studio condotto nell’àmbito di un progetto sulla multidiscriminazione promosso dalla Federazione FISH e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Le alunne e gli alunni con disabilità rappresentano una priorità assoluta per il ministero dell'Istruzione e per le scuole italiane, da sempre molto attenti all'inclusione. A ribadirlo è lo stesso ministero in una nota diffusa alla stampa ritenuta "necessaria per evitare che le dichiarazioni generiche, allarmistiche e non sostanziate da dati concreti, che stanno circolando in queste ore in ambito politico, possano destare immotivatamente la preoccupazione delle famiglie".
Blocnotes mese di settembre 2020, a cura di Massimiliano Penna
Grande successo, con più di 9.000 contributi pervenuti in poco tempo, quello della campagna #LeggiPerMe, promossa dall’UICI in occasione del proprio centenario.
In merito ai permessi lavorativi retribuiti concessi ai lavoratori e alle lavoratrici per assistere un familiare con disabilità, una recente Sentenza della Corte di Cassazione, che costituirà un utile precedente giurisprudenziale, chiarisce che si configura una situazione di uso improprio o di abuso del diritto solo nella circostanza in cui venga a mancare del tutto il nesso causale tra assenza dal lavoro e assistenza alla persona con disabilità e che, in ogni caso, l’onere della prova dell’eventuale abuso rimane in capo al datore di lavoro che intende sanzionare il/la dipendente.
«Solo una corretta applicazione da parte dei docenti della normativa inclusiva – scrive Salvatore Nocera, commentando una recente Sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana -, basata su Piani Educativi Individualizzati (PEI) che possano essere effettivamente utili a un percorso di crescita dell’alunno e a un’effettiva attuazione generalizzata del progetto di vita, sono le condizioni perché non si pervenga a situazioni singolari come quella qui presa in esame, che vedrà un’alunna con disabilità ripetere nel prossimo anno la terza media per la quarta volta».
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