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Hanno nomi inglesi ma sono di origini marchigiane. C'è chi le chiama Activity book, chi Busy, chi ancora Quiet. Sono dei libri tattili, sensoriali, che stimolano i più piccoli, aumentano la loro concentrazione, li fanno rilassare e calmare. «Gli elementi da utilizzare per realizzare un libro sono davvero tanti - spiega Elena Mariotti di Elisir Creativo - cotone, lana, plastica, seta, raso, velluto, bottoni, cerniera». Nel suo atelier di Potenza Picena li realizza in tessuto su ordinazione. Ogni suo libro è un capolavoro.

Retinite pigmentosa e degenerazione maculare: sono solo due delle malattie che possono trarre giovamento dalla realizzazione della protesi con nano-particelle di carbonio che saranno disponibili in 5 anni. La ricerca è il frutto di una collaborazione tra i ricercatori del Center for Synaptic Neuro-science dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, coordinato da Fabio Benfenati, e un team del Center for Nano Science dell’IIT di Milano, coordinato da Guglielmo Lanzani, con la Clinica Oculistica dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

“Abbiamo riscontrato molte difficoltà a rimanere in contatto con i nostri associati chiusi nelle loro case, a reperire i vari Dpi ma non abbiamo smesso di provare a stare al loro fianco” racconta Rossano Bartoli, presidente della Lega del Filo d’Oro. “Le persone che già prima della pandemia vivevano una condizione difficile non devono essere dimenticate” afferma Mario Barbuto, presidente dell'Unione ciechi.

Negli ultimi mesi di emergenza sanitaria, il servizio di inclusione scolastica della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano ha offerto un indispensabile supporto agli studenti con disabilità visiva e alle loro famiglie. I nostri tiflologi sono stati vicini ai ragazzi operando a diversi livelli, dall’assistenza informatica nella didattica a distanza fino al sostegno psicologico alle famiglie in difficoltà. Ne parliamo con Franco Lisi, direttore scientifico dell’Istituto dei Ciechi di Milano.

Venerdì 3 luglio, ore 17.30.

Che impatto ha avuto l’emergenza Covid-19 sulla vita delle persone sordocieche e delle loro famiglie? Di quale supporto hanno bisogno queste persone e cosa si può concretamente fare per sostenerle? Quale sarà il ruolo dei volontari da ora in avanti? Sono questi alcuni dei temi che hanno animato l’evento online organizzato e promosso da Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e Lega del Filo d’Oro alla vigilia della III Giornata Nazionale delle persone sordocieche, con l’obiettivo di portare all’attenzione del dibattito pubblico e istituzionale le istanze delle persone con sordocecità.

Dona il 5 per mille alle nostre Stutture dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, indicando il loro codice fiscale alla voce "Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale…” della tua dichiarazione dei redditi.

Comunicato della Sede Centrale UICI n. 106/2020

«Le persone con disabilità vivono una condizione di particolare vulnerabilità che il forzato distanziamento fisico non può che esacerbare. Come ricorda la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la loro vulnerabilità è data dall’interazione tra la minorazione e le barriere frapposte dalla società, e non c’è barriera peggiore dell’isolamento»: lo scrive il Comitato Nazionale per la Bioetica in “Covid-19: salute pubblica, libertà individuale, solidarietà sociale”, documento che si sofferma sulle varie questioni sollevate sia dalla pandemia che dalle misure di contrasto ad essa.

Nato cieco, 33 anni, Daniele Cassioli è il più forte sciatore nautico di tutti i tempi: ha vinto 25 Mondiali e 25 Europei. «Grazie alla mia cecità – afferma - ho vissuto esperienze che altrimenti non avrei mai sperimentato. All’inizio è stata dura, ma senza questa disabilità non sarei io, sarei un altro e non è detto che sarei migliore e più felice. Gli aquiloni non si librano in aria proprio grazie al vento che spira in senso contrario»?

Venerdì 26 giugno, ore 10.30: incontro online. Questi alcuni dei temi affrontati. Come hanno vissuto le persone sordocieche e le loro famiglie i giorni di chiusura e confinamento e le fasi 2 e 3 dell’emergenza? Di quali ausili hanno bisogno e cosa si può fare per sostenerle? Quale sarà il ruolo dei volontari che aiutano le persone con pluridisabilità e le loro famiglie da ora in avanti?

«Una parte significativa delle risorse del “Recovery Plan” europeo dovrà servire a creare una rete permanente di protezione sociale che metta in connessione i bisogni delle persone e delle comunità con le Istituzioni e il Terzo Settore. Va infatti valorizzato il ruolo sociale ed economico del Terzo Settore per il quale è indispensabile prevedere misure di sostegno alla capitalizzazione del sistema e ai processi di innovazione tecnologica e organizzativa»: lo ha dichiarato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore, durante il suo intervento agli Stati Generali dell’Economia.

Nella fase di ripresa in seguito all’emergenza causata dal Covid-19, una delle categorie che maggiormente risulta penalizzata è senza dubbio quella delle persone con disabilità. In particolare, le persone con disabilità visiva devono faticare maggiormente per riuscire a conservare la propria dignità e autonomia di movimento, che le pur giuste normative, necessarie per mantenere la protezione contro il virus, rischiano purtroppo di compromettere. Come UICI – dichiara la Presidente della Sezione di Cremona Flavia Tozzi - intendiamo focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle Istituzioni, delle Autorità e delle persone comuni, facendo appello al buonsenso e alla sensibilità di tutti affinché si individuino modalità per superare le criticità e contribuire a rendere meno ardua l’esistenza di chi non vede o vede poco.

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