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Le associazioni nazionali di categoria e in particolare l’UICI con le sue 21 sedi regionali, 107 territoriali, sottosezioni e Istituzioni collegate, in queste settimane così convulse stanno svolgendo un ruolo di presidio informativo e di sostegno psicologico e operativo a supporto e spesso in supplenza delle Istituzioni Pubbliche, ma cominciano a essere allo stremo delle forze. “Le emergenze sanitarie – dichiara il Presidente Nazionale UICI Mario Barbuto - richiedono misure drastiche, ma come Associazione rappresentativa dei ciechi e degli ipovedenti italiani sentiamo il dovere di porre in evidenza le criticità di questo momento e metterci a disposizione delle Istituzioni per individuare e attuare insieme le giuste soluzioni”.

«La ministra Nunzia Catalfo – dichiara Claudia Fiaschi, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – ci ha fornito una serie di rassicurazioni riguardanti il sostegno al Terzo Settore, esposto come e più degli altri agli effetti della crisi, e le cui organizzazioni svolgono da settimane senza sosta varie attività a supporto di tutti i cittadini, e specie di quelli più fragili, garantendo una fondamentale collaborazione con il sistema sanitario. Confidiamo quindi che gli impegni presi dalla Ministra possano essere attuati velocemente, perché non abbiamo più tempo a disposizione».

«Il coronavirus – scrive Simona Lancioni – non ha lo stesso effetto su tutte le persone, alcune rischiano di più, e la loro esposizione al rischio dipende anche dalla nostra condotta. In questi giorni molti personaggi dello spettacolo e dello sport aderiscono alla campagna “#distantimauniti”. Mi piace molto il pensiero di ritenerci uniti anche nella distanza, considerando la salute come una responsabilità collettiva. E sarebbe bello se, visto che ci siamo, oltre al virus, debellassimo anche l’individualismo che ammala la nostra epoca. Possiamo farcela, e torneranno anche gli abbracci».

Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo Settore: “Continuiamo a garantire assistenza e aiuti concreti alla popolazione, ma è urgente mettere in sicurezza la tenuta economica degli enti e la continuità di reddito degli operatori”.

«In questi giorni – scrive Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – si è aperto un dibattito dentro e fuori il mondo della disabilità su come garantire il diritto allo studio degli alunni e delle alunne con disabilità, a causa della sospensione della didattica dovuta all’attuale emergenza sanitaria. Ogni soluzione possibile presenta dei pro e dei contro, e dev’essere quindi collegata alle difficoltà che tutte le famiglie stanno vivendo, da inserire, quindi, all’interno delle misure più generali che si stanno pensando per tutti».

Lavoratori e professionisti con forme contrattuali a tempo determinato, pagati per le ore realmente svolte, messi in ginocchio dalla chiusura delle scuole a seguito del decreto che ha avviato una serie di misure per contrastare il diffondersi del contagio da Coronavirus.

Ne soffrono 1 milione 200 mila persone in Italia; 55 milioni nel mondo; il 50% dei pazienti non sa di averlo; il 20% è esposto al rischio concreto di perdere la vista e colpisce principalmente le persone di oltre 40 anni.

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